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Rubriche > LUOGHI delle Terre dei Gambacorta > Le masserie di Dugenta
Le masserie di Dugenta
Articolo di Valentino Di Cerbo pubblicato il 5/12/2009 (2493 Letture)

Le masserie costituiscono un elemento tipico del territorio dugentese, di cui costellano il paesaggio, e rappresentano una importante testimonianza della sua vocazione agricola. Esse si sviluppavano da una parte lungo la strada che collega il territorio di San Nicola e la zona detta “Orcoli “ e prosegue lungo la direttrice per Frasso, e dall’altra nella zona verso il Volturno. A differenza di altre zone dell’Italia meridionale,  dove la masseria è  legata al latifondo, di cui ha costituito il centro propulsivo e l’emblema delle misere condizioni di vita dei contadini e dei coloni, nell’agro dugentese durante i secoli XIX e XX  (ma spesso la loro esistenza risale ad alcuni secoli prima), le grandi proprietà della nobiltà o della Chiesa, tendono a trasformarsi sempre più  in frazioni del latifondo di un tempo e si configurano come piccola e media proprietà, rappresentando l’unità di base e l’elemento portante dell’economia agricola. Si tratta, in genere, di piccoli possidenti che seguono direttamente, e con i familiari, il proprio fondo o di coloni che coltivano le proprietà della piccola e media borghesia locale, della Chiesa (S. Giuliana di Frasso, S. Andrea…) o del grande proprietario. Tale fondamentale struttura socio economica, dove il centro ha dimensioni ridotte e la popolazione è spalmata nelle campagne, ha determinato in passato la concezione e lo stile di vita e anche il carattere dei Dugentesi, forte e tenace, perché costretto a misurarsi quotidianamente e a dominare la terra e gli animali ed a ridurre al minimo i rapporti sociali.  L’attività agricola, svolta dai  coloni e dai massari, consisteva prevalentemente nell’aratura dei campi con i buoi, in pianura e lungo il percorso del fiume, la semina e il raccolto, insieme a forme di allevamento del bestiame ed altre modeste attività legate alla coltivazione dei campi. Nel secolo XX, nelle masserie dugentesi si sviluppa sempre più la coltivazione della vite, che migliora in modo significativo i bilanci familiari e le condizioni di vita.   La masseria è una piccola azienda agricola a dimensione familiare, che gestisce normalmente un fondo di pochi ettari ed è  situata ad una distanza relativamente breve rispetto ad analoghe strutture. Essa, in genere, non ha la corte ed i vari corpi di fabbrica sono disposti lungo un unico asse edile o affiancati in maniera funzionale alle necessità dell’azienda, con locali a pianterreno e al primo piano. Normalmente le sue dimensioni non sono particolarmente consistenti, comprendendo l’abitazione di una o più famiglie, più gli spazi legati all’allevamento del bestiame, al deposito delle derrate, alla trasformazione dei prodotti. Gli edifici rurali appartenuti alla nobiltà locale, sono caratterizzati da grandi arcate prospicienti il cortile e da consistenti superfici e cubature (dovuta all’altezza delle volte).  Le più antiche sono costruite con grosse mura di tufo, materiale facilmente reperibile sul territorio, in genere la copertura dei vani è realizzata con volte a botte e a crociera e con archi a tutto sesto. La struttura di una masseria tipo, solitamente orientata a mezzogiorno, comprende innanzitutto l’aia, spazio deputato alla trasformazione del raccolto e alla  socializzazione, poi, al pian terreno, una grande cucina con camino, che rappresenta il cuore della vita della famiglia contadina, e a fianco un deposito delle derrate e degli attrezzi, la stalla e la cantina. Accanto a tale struttura si trovano, inoltre,  il forno, il pozzo, una tettoia di paglia per riparare i carri agricoli e i covoni (“mete”) di paglia. Al primo piano invece si trovano le camere da letto, che vengono raggiunte attraverso una scala esterna, solitamente orientata ad est. Le antiche masserie non prevedono la toilette e si servono di bacili e tinozze, sovente nella camera da letto,  per la pulizia personale. Solo nel caso di grandi possedimenti, la masseria del dugentese prevede al piano superiore l’appartamento padronale. Spesso, inoltre, i vari corpi di fabbrica si moltiplicano secondo il numero dei nuclei familiari, solitamente  appartenenti alla stessa famiglia patriarcale. Riportiamo di seguito l’elenco di alcune delle masserie storiche di Dugenta:

1. Masseria della Chiesa o delle Monache, attuale Torre Gaia (sec. XVII e XX)

2. Masseria Pozzillo (1935);

3. Masseria Campellone (1935);

4. Masseria Cusano (1780);

5. Masseria Lamia (1800)

6. Masseria Germinesi(1750 ca);

7. Masseria Fossi (1800);

8. Masseria Viscusi Armando, oggi Villa Ersilia (1800 ca)

9. Masseria Vecchia;

10.Masseria Viscusi Giuseppe e Vincenzo (costruita nel1750 dall’Avv. Abenante);

11. Masseria Lanzi

12. Masseria del Frasso

13. Masseria Cavacone

14 Masseria Sala

(Cfr Esposito Luciano Domenico, VILLE, CASALIA, RUSTICHE, MASSERIE E DELICIE. Dugenta, Aprile 2004)

Testo provvisorio 


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