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I Gambacorta di Limatola
Articolo di Valentino Di Cerbo pubblicato il 6/12/2009 (2233 Letture)

CENNI STORICI SULLA CASATA GAMBACORTA

Per quanto manchi tuttora un’indagine esauriente sulle origini della famiglia Gambacorti o de Gambacorta o Gambacorta, è quasi certo che questa casata provenga dalla Germania. Nel 1070 passò in Italia e nel 1160 si stabilì a Pisa. Nel 1225 un certo Andrea Gambacorti rifece gli Ordini e gli Statuti della Repubblica Pisana. Alcuni anni dopo, esattamente nel 1229, un Bonifacio Gambacorti è Giustiziere di Terra di Lavoro.
Molto più tardi, quando il casato aveva ormai assunto una configurazione autonoma rispetto al ceppo d’origine, i Gambacorta occupavano una posizione di primo piano nella vita pubblica di Pisa. Lo prova, tra l’altro, il fatto che poco dopo il 1300 un Buonaccorso (Coscio) e un Francesco Gambacorti erano mercanti e uomini politici di rilievo. Il 24 dicembre 1347 viveva un Andrea Gambacorti che sollevò il popolo, e fatti a lui devoti i soldati, scacciò Dino e Tinuccio della Rocca e si fece signore di Pisa.
Un Pietro Gambacorti fu signore di Pisa dal1369 al 1392; mentre un Benedetto Gambacorti nel 1371 ricoprì per la prima volta la carica di anziano della città di Pisa. Nel 1381 Lorenzo (Lotto) Gambacorti fu nominato da Papa Urbano VI arcivescovo di Pisa.
Con il passare degli anni le testimonianze sulla famiglia Gambacorta si fanno più numerose e circostanziate: il 28/09/1392 Ladislao di Durazzo, re di Napoli, insignì del titolo di maresciallo del Regno Raniero Gambacorti; il 26/06/1414 troviamo nel Regno di Napoli un “dominus Johannes de Gambacurtis miles”; un altro Giovanni, invece, fu maresciallo del Regno e cameriere di re Ladislao.
Fra i personaggi più importanti di questa famiglia Biagio Candida Gonzaga riporta anche Raffaello, generale di re Carlo VIII di Francia; Modesto e Mario, entrambi maestri razionali del Regno di Napoli e Giovanni Vincenzo, autore di opere storiche.
Ma la figura più rilevante di questa famiglia è senza dubbio Gaetano Gambacorta. Nacque a Napoli il 9/02/1657 da Francesco, principe di Macchia, e da Eufemia Spinelli. Fu anch’egli principe di Macchia e uno dei principali protagonisti nella famosa congiura che da lui prese nome. Morì a Vienna il 27/01/1703.
I Gambacorta detennero per diversi anni la signoria di Pisa. Esiliati da questa città, si trasferirono a Napoli ove fin dal 1391 si trovano nell’Ordine di Malta. Aggregati al sedile di Montagna, acquistarono successivamente vari feudi nel Regno, tra cui Celenza, Limatola, Macchia, etc. Nel Regno di Napoli questa famiglia fu insignita dei titoli nobiliari di marchese di Celenza dal 5 agosto 1589, duca di Limatola dal 18 o 19 o 29 febbraio 1628 e principe di Macchia dal 18 luglio 1641.
Il ramo cadetto, duchi di Limatola, si estinse nel 1725 con la morte di Francesco Gambacorta senza legittimi successori. Quindi questa illustre famiglia tenne per 184 anni, cioè dal 1509 al 1578 e dal 1610 al 1725, la terra di Limatola. In tutti questi anni restaurò per ben due volte il castello: una prima volta tra il 1510 e il 1518 e una seconda volta tra il 1694 e il 1696; migliorò le condizioni del popolo di Limatola e abbellì varie chiese del paese nonché la cappella gentilizia di famiglia e il portone d’ingresso del castello.
Lo stemma della famiglia Gambacorta del ramo di Limatola è così rappresentato: Partito: nella prima metà vi è un leone caricato da una croce gigliata; nella seconda metà troviamo un leone coronato che forse tiene con la zampa destra una mezzaluna.

FEUDATARI DI LIMATOLA DELLA FAMIGLIA GAMBACORTA

1) FRANCESCO I GAMBACORTA. Figlio di Giovanni e di Margherita di Carlo di Monforte conte di Termoli. Fu sua moglie Caterinella della Ratta, figlia illegittima di Francesco conte di Caserta, che gli portò in dote i feudi di Dugenta, Frasso, Melizzano e Vico. Caterina della Ratta, zia di sua moglie, nel 1509, sposandosi in seconde nozze con Andrea Matteo Acquaviva, duca d’Atri, distaccò dalla contea di Caserta la terra di Limatola e la donò ai coniugi Gambacorta. Per questa donazione i coniugi Caterina della Ratta e Francesco Gambacorta si impegnarono a pagare la somma di ducati 34.000. Tra il 1510 e il 1518 Francesco fece restaurare il castello di Limatola, che dal 1422 non era mai stato ristrutturato dalla famiglia della Ratta. Inoltre, nel 1527, fece i capitoli che reciprocamente si dovevano osservare sia dai feudatari che dai cittadini di Limatola. Suoi germani furono: Francesca, Laura, Beatrice, Angelo e Carlo. Da Caterinella ebbe sei figli: Ippolita, Luigia, Giovanna, Anna, Margherita e Baldassare. Francesco dovette morire tra il 20 e il 23 novembre del 1534.

2) BALDASSARE I GAMBACORTA. Nacque da Francesco e da Caterina della Ratta; sposò Virginia di Marcello Colonna signore di Zagarolo. Nel 1538 ebbe l’investitura dei feudi di Limatola, Frasso, Melizzano e Vico. Lasciò otto figli: Silvia, Caterina, Ippolita, Margherita, Vittoria, Marcello, Marcantonio e Francesco. Forse morì verso il 1545 perché il 7 febbraio di quest’anno venne spiccata una significatoria contro il figlio Marcantonio.

3) MARCANTONIO GAMBACORTA. Figlio di Baldassare e Virginia Colonna, sposò Isabella d’Alessandro dei signori di Palestrina. Fu barone di Limatola per successione paterna dal 1545. Forse ebbe una sola figlia di nome Virginia. Morì verso il 1559.

4) VIRGINIA GAMBACORTA. Nacque da Marcantonio e da Isabella d’Alessandro. Andò sposa, in prime nozze, a Fabrizio di Annibale Gambacorta. Rimasta vedova, si rinchiuse nel monastero di Santa Maria Coeli. Vendette il feudo di Limatola nel 1570 allo zio Francesco, quello di Melizzano nel 1576 a Porzia Gambacorta, da cui passò nel 1593 a Pietro Giannantonio Gambacorta, e quello di Frasso (i cui abitanti avevano ricevuto da lei gli Statuti il 29 aprile 1573) nel 1587 a Gianfrancesco de Ponte. Uscita dal monastero, si rimaritò prima con Marcello Pignatelli e, poi, con Fabrizio Cossa, signore di Vairano.

5) FRANCESCO II GAMBACORTA. Figlio di Baldassare e Virginia Colonna; bandito dal Regno di Napoli, si rifugiò in Toscana presso la casa dei Medici. Sposò, in prime nozze, Topazia Agliata o Alliata di Sicilia; in seconde nozze, il 18 ottobre 1571, Isabella di Giandonato della Marra, signore di Capurso. Ebbe due figli: Baldassare e Giannandrea. Non si conosce la data di morte di Francesco, che va forse collocata tra il 1571 ed il 1578.

6) BALDASSARE II GAMBACORTA. Non è possibile determinare con certezza l’anno e il luogo della sua nascita; probabilmente nacque nella prima metà del secolo XVI da Francesco. Nel 1578 il feudo di Limatola, che gli apparteneva, fu venduto dal suo tutore Pietro Antonio Caracciolo a Giulio Cesare III de Capua per ducati 27.100. Moglie di lui fu Maria Carmignani, morta il 31 gennaio del 1647, dalla quale ebbe una figlia di nome Laura.

7) DIANA GAMBACORTA. Figlia di Carlo marchese di Celenza; sposò, il 12 gennaio 1601, Giannandrea Gambacorta, figlio di Francesco. Nel 1610 comprò Limatola da Giulio Cesare IV de Capua per ducati 25.000. Morì il 21 febbraio del 1627.

8) GIOVANNI ANDREA GAMBACORTA. Fu barone di Limatola per cessione fattagli dalla moglie nel 1626. Ottenne il titolo di primo duca di Limatola il 18 o 19 o 29 febbraio del 1628. Da sua moglie forse ebbe dieci figli: Isabella, Francesco, Giovanni, Caterina, Carlo, Margherita, Pietro, Chiara, Marcantonio e Angela.

9) FRANCESCO III GAMBACORTA. Figlio di Giovanni Andrea e di Diana Gambacorta. Le fonti a disposizione non permettono di stabilire il luogo e la data di nascita.
Fu secondo duca di Limatola dal 1637 per cessione del padre. Prese in moglie, il 13 dicembre del 1636, Faustina, figlia di Pompeo Filangieri signore di Lapigio e Diana Capece Tomacello. Si risposò con Giovanna Basurto, la quale morì a Chiaia il 27 o 28 settembre del 1681.
Francesco, durante la rivoluzione di Masaniello, fece ricoverare nel suo castello di Limatola le famiglie di Carlo e Giuseppe Filangieri, la duchessa di Lustri con i suoi figli ed il principe di Frasso (che era fuggito dal suo paese perché un tale Carlo, detto Luccio di Gregorio, di Sant’Agata dei Goti, insieme ad altri compaesani, gli aveva ammazzato il figlio). Pare che Francesco abbia avuto quattro figli: Diana, Giuseppe Maria, Antonia e Vincenza. Cessò di vivere il 28 giugno del 1657.

10) GIUSEPPE MARIA GAMBACORTA. Figlio di Francesco, assunse il titolo di terzo duca di Limatola nel 1657. Ebbe come consorte Vincenza Gambacorta la quale, dopo la morte del duca Giuseppe, avvenuta il 25 dicembre del 1672, si risposò con il consigliere capo di rota Alvaro della Quadra dal quale non ebbe figli. Vincenza Gambacorta, il 5 aprile del 1691, comprò da Maria de Toledo y Velasco, principessa di Stigliano, la città di Sant’Agata dei Goti, e su tale compra fu concesso l’assenso regio il 5 luglio del 1692. Alvaro della Quadra morì il 19 marzo del 1694 e in un testamento dispose che il suo figliastro,Francesco, dovesse aggiungere al suo cognome Gambacorta quello di della Quadra; ma ciò pare che non avvenne. Giuseppe Maria dalla moglie Vincenza Gambacorta forse ebbe quattro figli: Maria Anna, Francesco, Faustina e Mauro. Vincenza Gambacorta fece restaurare ed affrescare le sale del piano nobile del castello di Limatola (rimasto seriamente danneggiato dal terribile terremoto del 1688) tra il 1694 ed il 1696 e morì il 10 aprile del 1714.

11) FRANCESCO IV GAMBACORTA. Nacque da Giuseppe Maria e Vincenza Gambacorta. Quarto duca di Limatola, fu uno dei gentiluomini che prese le armi in favore di Filippo V in occasione della congiura del principe di Macchia. Diventò montiero maggiore del Regno di Napoli e capitano di una compagnia di uomini d’arme di quel Regno. Nel 1710 fu creato Grande di Spagna. Ebbe per moglie Aurelia o Eleonora figlia di Sigismondo d’Este marchese di San Martino, la quale morì il 14 aprile del 1719. Francesco cessò di vivere, senza lasciare legittima discendenza, il 31 marzo del 1725. Con lui si estinse la nobile famiglia Gambacorta dei baroni e duchi di Limatola.

FONTI E BIBLIOGRAFIA

ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Cedolari di Terra di Lavoro, I, ff. 6 ss. e 184 ss.;
Ibidem, Significatorie dei Relevi, I, ff. 8 e 147; II, ff. 352 e 427; III, ff. 22,55 e 170;
Ibidem, Repertorio dei Quinternioni di Terra di Lavoro e Molise, ff. 117r.-118v.;
Ibidem, Archivio privato dei Carafa di Castel San Lorenzo, cfr. gli incartamenti riguardanti la famiglia Gambacorta;
Ibidem, Relevi originali, IV, ff. 103r.-118v.;
Ibidem, Catasto antico di Limatola, voll. 312 e 313;
ARAGOSA G., Un antico centro del medio Volturno, Limatola e il suo casale Biancano, Morcone, 1994;
CANELLI F., Limatola il suo Castello ed i suoi Signori, Airola, 1978;
CUTOLO A., Re Ladislao D’Angiò Durazzo, Napoli, 1969, pp. 168 e 485;
GIUSTINIANI L., Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, III (Napoli, 1797), pp.256-257.
GONZAGA B. C., Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d’Italia, II (Napoli, 1875), pp.44-52;
LITTA P., Famiglie celebri d’Italia, Milano, 1819-1875, cfr. vol. VII, tav. 3; Dizionario Biografico degli Italiani, LII (Catanzaro, 1999), pp. 1-27;
VARRONE B., Memorie istoriche di Limatola, Napoli, 1795;

(GIANFRANCO IULIANIELLO, La famiglia Gambacorta feudataria di Limatola, in Rassegna Storica dei Comuni, Anno XXIX,nn.118-119, maggio-agosto 2003, p.84)

 


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