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Il paese che anticipò la “street art”
Articolo di Valentino Di Cerbo pubblicato il 6/12/2009 (1052 Letture)

Frasso Telesino è sicuramente l’unico  paese della provincia di Benevento ad avere sulle pareti delle abitazioni una consistente presenza di murales, affreschi murali, che è possibile ancora ammirare anche se alcuni stanno subendo l’ingiuria del tempo.

Questi prodotti pittorici dell’art street, come si definisce oggi, sono presenti dal 1983 nel cuore della cittadina e soprattutto nel rione medioevale di Terravecchia che risale al secolo XII. La manifestazione fu inventata e realizzata dall’Amministrazione comunale del tempo, guidata dal sindaco Carmine Calandra, e per cinque anni di seguito fino al 1987, in cinque edizioni, artisti del tempo realizzarono opere che sono ancora oggi una valida testimonianza dell’arte del Novecento europeo. La manifestazione, denominata Terravecchia, dal nome del borgo antico medioevale, si snodava lungo il nobile filone artistico, ambientale e culturale con lo scopo di coniugare testimonianze strutturali del passato, stradine strette con scale e piccoli vicoli intersecanti, con produzioni artistiche di natura classica e moderna. Lo scopo fu perfettamente raggiunto perché le performances artistiche non furono realizzate tutte velocemente in una edizione ma in modo progressivo in cinque anni e gli affreschi sono tutti al posto giusto, nell’ambiente adatto, e alcuni, la maggioranza, sono tuttora chiari, leggibili e completamente fruibili mentre altri hanno bisogno di ritocchi e recupero non eccessivi.

Gli artisti che hanno prodotto e firmato i murales sono italiani e stranieri a testimonianza del respiro europeo della manifestazione che 24 anni fa anticipò le tendenze artistiche odierne, ripercorrendo l’iter della libera circolazione soprattutto degli artisti per l’Europa nei periodi medioevali e rinascimentali. Infatti oltre ai nomi di artisti italiani come Andrea Busto, Lino Frangia, Omar Galliani, Roberto Barni e Lorenzo Bonecchi è possibile leggere i nomi di Klaus Mehrkens e Radu Dragomirescu.

Nel 2008 cade il venticinquesimo anniversario della realizzazione di questa ricchezza artistica, culturale ed ambientale e si spera che questo bene venga tutelato e rilanciato per rispetto della comunità di Frasso e soprattutto della Fondazione “Madonna del Campanile” che da anni raccoglie e custodisce il tesoro storico e culturale del paese perché esso venga utilizzato non solo come stratificazione di memoria ma anche per richiamare nel paese turisti.

Luigi Fucci

(Moifà 51, gennaio2008, p. 8)


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