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Rubriche > PERSONAGGI ILLUSTRI > Carlo III Spinelli
Carlo III Spinelli
Articolo di Franco Cusani pubblicato il 24/12/2011 (1771 Letture)

Fu un personaggio molto importante del Settecento frassese. Era nato a San Giorgio del Sannio, feudo della sua Famiglia dalla prima metà del 1500, quando per il matrimonio con Rebecca Brancaccio tale bene passò al barone Pier Giovanni I Spinelli, un pronipote del quale Giovanni Battista III, ottenne nel 1638 dal re di Spagna Filippo IV il titolo di principato per quel piccolo feudo di circa 100 famiglie.

Carlo III venne alla luce l’11 marzo 1678  e fu confermato 4° Principe di San Giorgio  con Diploma del re di Spagna del 2 gennaio1717. Marchese del S.R.I. e Patrizio Napoletano.  comprò il feudo di Apollosa (ma senza titolo ducale) dai Caracciolo con Regio Assenso del 29 novembre 1711.

Grandi cose Carlo Spinelli realizzò a San Giorgio del Sannio, avviando all’inizio del ‘700 un nuovo assetto urbanistico. In località Casalnuovo (oggi Piazza Risorgimento e adiacenze) costruì il suo nuovo palazzo, con davanti "una fontana a getto" e a lato "un magazzino" (l'odierno palazzo Nisco, ristrutturato verso la metà dell'Ottocento) e la nuova chiesa collegiata, iniziata nel 1721 e consacrata nel 1737, anno in cui fu pure inaugurato il Monastero della Visitazione di Santa Maria, voluto dal Principe per le sole discendenti del suo casato. Lì si rinchiusero le sue due figlie e visse anche la sorella del celebre economista e letterato napoletano Ferdinando Galiani. Fino agli anni Sessanta del XX secolo al monastero era annesso un educandato femminile. Per la sua famiglia Carlo III fece adattare a dimora campestre tra i suoi beni al Cubante, in località San Donato, ciò che restava di un antico palazzo imperiale edificato da Federico II nel XIII secolo e oggi detto ancora "il Casino del Principe".

Nel 1730, acquistò da don Placido Dentice, “il Castro di Frasso, il Palazzo, i beni feudali e burgensatici, i canoni, le rendite ecc. per la somma di 42.000 ducati” senza impetrare il prescritto regio assentimento.

Anche a Frasso Carlo III Spinelli manifestò le sue doti di signore illuminato. Tra le altre cose, restaurò ed abbellì il palazzo baronale, quasi diruto. A tal proposito, così si legge in un libro di famiglia, manoscritto nel 1861,: «E la costruzione dell’edificio era così ingegnosamente immaginata che poteasi in vettura accedere fin sopra il grande appartamento, e fabbricò accanto al Palazzo [per]sino un bel teatro per divertimento». E ancora: «Dicesi ch’ei fosse sì magnifico, che ferrasse i cavalli in argento, ed infatti nella gran sala dell’appartamento vedevasi ai nostri giorni, quando il palazzo nella decadenza della famiglia passò in dominio altrui, il ritratto di esso Principe Carlo effigiato a cavallo, con i ferri d’argento sotto le unghie del cavallo».   

Il principe e i suoi successori tennero il feudo di Frasso per quasi ottant’anni, ma non avendo ottenuto l’assenso regio, non ne vennero mai formalmente in possesso. Anzi, allorché nel 1778 Don Crisostomo Spinelli, figlio di Don Carlo, invitò l’erede di Don Placido Dentice a ratificare il contratto di vendita effettuato dai rispettivi genitori, in vista della richiesta del regio assenso e dell’intestazione del Feudo di Frasso a suo beneficio nei libri del Real Cedolario, questi impugnò di nullità il contratto stesso. Seguì una lunghissima causa che si concluse con sentenza pronunziata al tempo di Giuseppe Napoleone  [Bonaparte], Re di Napoli (1810), quando il tribunale ordinò all’ultimo feudatario effettivo di Frasso, Don Domenico Spinelli, la restituzione del Feudo e della Selva grande al Principe Gerardo Dentice, ed a questi la restituzione della somma percepita di 42.000 ducati, insieme con i frutti maturati” (Archivio di Stato di Napoli, Volume 5396, Processo 379, p. 318, citato in M. Di Cerbo, In volo su Frasso Telesino, 1949, p. 24).

Dopo l’acquisto del feudo di Frasso, approfittando dell’incertezza da cui era destinato il lascito Gambacorta, tentò di trasferirne, senza successo, le rendite al Monastero della Visitazione di  San Giorgio del Sannio, da lui fondato.

Morì a Frasso Telesino l’11 giugno 1742 e fu sepolto nella Chiesa di S. Maria di Campanile, dove tuttora riposano i suoi resti mortali, dal 1989  accanto a quelli della Principessa Giulia Gambacorta.

Sarebbe auspicabile che nel prossimo anno 2012, 270° della morte del Principe,si provvedesse al rinvenimento dei suoi resti mortali e venisse commemorata la figura e l'opera di questo personaggio che lasciò tracce notevoli nella storia frassese.

 



 


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