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Rubriche > CHIESE E CASTELLI nelle Terre dei Gambacorta > I beni della Collegiata frassese del Corpo di Cristo in Dugenta
I beni della Collegiata frassese del Corpo di Cristo in Dugenta
Articolo di Valentino Di Cerbo pubblicato il 30/5/2012 (1673 Letture)

La costruzione della Chiesa Collegiata del Corpo di Cristo, di Patronato della Università della Terra di Frasso, fu avviata nel 1550 e terminata nel 1580. Mons. Albini, Vescovo di S. Agata dei Goti, in una sua relazione che si trova nel volume 62 delle Miscellanea, conservato presso l’archivio storico diocesano, riporta:” nell’anno, 1550 a 6 dicembre, con Bolla della b. m. di Mons. Giovanni Ghevara mio predecessore fu eretta una Confraternita di laici del SS. Corpo di Cristo in una Cappella della Chiesa Arcipretale della Terra di Frasso; e questa stessa nell’anno 1580 con limosine e legati pii fabbricò una Chiesa sotto il medesimo titolo, quale con altra Bolla della b.m.di Mons. Francesco Vincenzo Cisoni, parimenti mio predecessore, fu dichiarata Juspatronato della Università di detta Terra, con la facoltà di eligere i Cappellani amovibili ad nutum, et ogni anno due Economi, uno ecclesiastico, et l’altro laico, da approvarsi e confermarsi dall’Ordinario[1].”

Nella suddetta Chiesa vi erano quattro Cappelle: Santissimo Rosario, Anime del Purgatorio, Sant’Antonio di Padova, Santissimo Crocifisso, ugualmente rette da due economi, uno ecclesiastico ed un altro laico, eletti dall’Università di Frasso[2]. 

 

La Collegiale possedeva beni mobili, stabili, frutti, rendite e pesi, tra i quali diversi erano i possedimenti situati nel territorio di Dugenta, come riportato nel certificato rilasciato da Don Pietro Fusco[3], Cancelliere della Curia Vescovile di S.Agata dei Goti, in data 19 agosto 1871[4]:

 

1.      Un territorio denominato Morgisi, della estensione di moggia nove, sito in Dugenta. Il quale fondo, comunque lasciato nell’anno 1742 da un Vito Canelli, alla Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo di Frasso col peso di messe ed anniversari, non di meno fu dalla Chiesa ricomprato per ducati 494 e grana 15, in istrumento per notar Michele Mosiello del di 21 settembre 1760;

2.      Un altro territorio, detto Novelleto, sito benanche in Dugenta della estensione di moggia dodici, che dagli economi della Chiesa fu comprato per lo prezzo di ducati 200, in istrumento per notar Francescantonio Rainone dell’anno 1630;.

3.      Un territorio, detto Impisi, pur sito in Dugenta della estensione di moggia otto comprato dagli economi della Chiesa per ducati cento, disposti da Vittoria Gambacorta col peso di una messa la settimana, come da istrumento per notar Giacomo Rainone del di 23 novembre del 1567;

4.      Un fondo, detto Pantanelle in tenimento Orcoli, della estensione di moggia quattro circa, anche comprato dagli economi;

5.      Il fondo denominato la Limata S. Angelo in tenimento di Orcoli di moggia tre e misura quindici  fu assegnato alla Chiesa  di S. Angelo sopra montum per un debito che si doveva a detta Chiesa, come da istrumento rogato per notar Girolamo Picone di Frasso nel 1637;

6.      Un fondo Limatele di moggia quattro circa in tenimento di Dugenta fu comprato dagli economi della Cappella del Santissimo Rosario per ducati trentacinque, porzione di ducati cinquanta e grana trenta, legati alla quondam Geronima Luciano col peso di un anniversario con notturno per la medesima e i suoi defunti, come da istrumento rogato per notar Domenico Picone di Frasso del 29 settembre 1627;

7.      Finalmente detto Jardino in tenimento di Dugenta, di moggia cinque circa, comprato dagli economi per ducati 25 in istrumento per notar Francescantonio Rainone del di 1 giugno del 1611;

8.      Il Fondo Terrazzano sito in tenimento di Dugenta di moggia dieci o quindici circa, delle quali, moggia quattro furono comprate dagli economi del Santissimo Rosario per ducati 45, come da istrumento rogato per Giuseppe Gisonna di Frasso e censito ad Antonio Rainone, come da istrumento rogato per notar Andrea Bosco di Frasso del 5 agosto 1685.

 

 

Fondazione Madonna di Campanile



[1] Cfr., F. BOVE – F. TORELLI, Pel Municipio di Frasso Telesino contro il Demanio dello Stato, Napoli, Stabilimento Tipografico di Salvatore Marchese, 1872, pp. 15-16).

 

[2] Cfr., Mons. V. DI CERBO, La Collegiata del Corpo di Cristo, in “Moifà”, Anno XI, n° 2 (40), Aprile 2005, pp. 6-10.

[3] Pietro Fusco (Frasso Telesino, 5/11/1810 - S. Agata dei Goti, 31/12/1879). Fu ordinato Sacerdote il 24 maggio del 1833 ed iniziò il servizio pastorale nel 1835 a Frasso Telesino, come collaboratore dell’Arciprete di S. Giuliana Don Domenico Biffali. Nel 1837 si prodigò in favore dei malati di colera e nel 1839 fu nominato Canonico della Collegiata del SS. Corpo di Cristo. Nel 1848, durante i moti politico-militari che coinvolsero il Regno di Napoli, insieme con altri sacerdoti frassesi, fu imprigionato con l’accusa di aver commesso reati politici. Rimase nel carcere di Montesarchio fino al 13 agosto del 1850. Suo grande merito è di aver riordinato nel 1853 gli Archivi della Collegiata del SS. Corpo di Cristo di Frasso e quello della Curia di S. Agata dei Goti. Dal 1° maggio 1858 al 1879 fu cancelliere della Curia vescovile e dal 1876 fu canonico della Cattedrale di S. Agata dei Goti. Personalità versatile, fu anche musicista, pittore e poeta (Cfr., A. AMORE – V. SIMONE, Note di cronaca frassese dell’Ottocento, in <Moifa’>, Frasso Telesino, 1996, Anno II, n° 2,  pp. 8 – 9).

 

[4] Cfr.,Archivio della Fondazione Madonna di Campanile di Frasso Telesino, Causa per la rivendica dei beni del conservatorio Gambacorta, copia manoscritta, pp.19-20.


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