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Rubriche > PAGINE DI STORIA delle Terre dei Gambacorta > Dugenta: il cammino religioso
Dugenta: il cammino religioso
Articolo di Valentino Di Cerbo pubblicato il 15/5/2013 (702 Letture)

Richiesto di offrire, relativamente al percorso religioso, un contributo al programma celebrativo dell'evento "Dugenta ha cinquant'anni", mi sono proposto di percorrere due piste: formare un prontuario, ad uso dei futuri ricercatori, della documentazione, relativa alla cittadina, presente nell'Archivio Storico Diocesano di Sant'Agata dei Goti e presentare a larghi tratti il volto storico dell'arcipretura di S. Andrea Apostolo e dei suoi arcipreti.

La documentazione ci permette con una certa abbondanza di seguire questo cammino storico religioso, e non solo, della comunità di Dugenta. Con una certa abbondanza, anche se noi vorremmo trovare tutto. Ma questo non è più possibile. I documenti anteriori al XVI secolo non ci sono pervenuti, forse distrutti in un qualche incendio, tranne poche pergamene e alcuni atti su materiale cartaceo, sparsi in questo o quell'altro fondo.

È possibile prima di tutto accertare la nascita della comunità dugentese, a partire dalla prima metà del XVII secolo, dalle brevi indicazioni contenute nei verbali di Santa Visita. Il paese infatti era rimasto spopolato, come altri centri della pianura circostante, dopo il 1349, quando il disastroso terremoto fece sgorgare le acque sulfuree di Telese che portarono desolazione per tutta la valle fino alla gola d'ingresso nella pianura campana, oggi segnata dall'acquedotto vanvitelliano.

Gli Stati d'Anime, poi, ci registrano la crescita della popolazione, e quindi dell'impianto urbanistico, fino a formare il nuovo centro abitativo all'esterno del castello, per tutto il XVIII secolo. Essi, inoltre, insieme con gli a Atti matrimoniali,ci aiutano a capire la provenienza delle famiglie, man mano che la popolazione cresce, e di capire le loro mutue relazioni di alleanze matrimoniali e di comparizio.

Ma in modo particolare la documentazione custodisce e accompagna tutto il cammino religioso della comunità. Di questo mi occuperò specificamente, ripercorrendo come a tentoni i periodi anteriori al XVI secolo e quelli successivi in compagnia dei verbali delle sante visite. Cercherò così di delineare il volto dell'arcipretura di S. Andrea Apostolo dal suo essere spopolata alla formazione di un nucleo stabile di cittadini, dalla cura religiosa dei pastori e coloni avventizi alla formazione della comunità parrocchiale. Preziose per la prima metà del XX secolo sono le ampie e particolareggiate relazioni dell'arciprete De Rosa, richieste in occasione delle varie visite pastorali dai vescovi di quel periodo.

Altri fondi, tra cui gli Atti sacerdotali, il Bollario e i Concorsi,  ci aiutano a conoscere il clero, sia quello nativo che quello forestiero, investito per concorso o per giuspadronato dei benefici ecclesiastici. Ricchi di notizie, e non solo a riguardo del clero, sono anche i due fondi relativi al XIX secolo: Processi e Atti Regi e Ministeriali e Atti vari. Cenni sull'attività pastorale del clero e sull'associazionismo cattolico li troviamo anche nei Miscellanei Antichi e nei Miscellanei Nuovi.

La documentazione, infine, ci offre la possibilità di seguire il cammino non solo delle due arcipreture, come istituzioni, presenti sul territorio fin dal medioevo (S. Andrea e S. Nicola ad Orculi), ma anche di registrare la presenza e seguire le alterne vicende degli edifici sacri con cura d'anime e senza cura d'anime, come S. Maria in Pesole e altri, e di controllare il loro stato di salute tastando il polso anche della consistenza e della buona o cattiva amministrazione del patrimonio di cui ognuno di essi era dotato.

Sac. Antonio Abbatiello, incaricato dell' Archivio Storico Diocesano di Sant'Agata dei Goti.

(Da Moifà 41, Supplemento)


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