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Rubriche > I GAMBACORTA > I Gambacorta nel Regno di Napoli
I Gambacorta nel Regno di Napoli
Articolo di Valentino Di Cerbo pubblicato il 22/9/2009 (1697 Letture)

Gherardo Gambacorta, pisano, Signore di Bagno,  dopo l’insuccesso del conflitto che nel 1452 opponeva i Fiorentini agli Aragonesi, con i quali si era alleato dietro promessa di uno scambio tra il feudo di Bagno con uno nel Regno di Napoli, si rifugia presso gli Aragonesi, dando principio al ramo dei Gambacorta di Napoli, anche se esponenti della famiglia risultano presenti nel Regno già prima del 1452. Ma il trasferimento di Gherardo da Pisa a Napoli, si identifica con l’ascesa della famiglia dalla classe mercantile a quella nobiliare. Infatti, già alla morte di Gherardo, avvenuta intorno al 1455, i Gambacorta risultano ascritti al Seggio di Montagna e inquadrati nel governo cittadino.

A partire dal Cinquecento, il loro successo si consolida con la progressiva acquisizione di una serie di feudi di cui ottengono l’investitura. Nel 1539 Annibale Gambacorta acquista da Vittoria Carafa la signoria di Torraca (SA) e nel 1589 Carlo Gambacorta (fondatore di Carlantino-FG) ottiene dal re di Spagna il titolo di marchese di Celenza (FG) cui subentra il figlio Andrea al quale si deve anche l’acquisto, nel 1618, di Macchia (CB) in Capitanata col titolo di conte. Nel 1641 il figlio Carlo ottiene il titolo di principe sulla contea di Macchia che, alla sua morte, passa al figlio Pietro il quale, nel 1664, ottiene per sé e i suoi discendenti l’aggregazione al Sedile di Capuana. A Pietro, nel 1681, subentra, come principe di Macchia, il fratello Francesco e, nel 1694, il figlio di questi Gaetano che, dopo il fallimento della congiura da lui capeggiata contro il governo spagnolo,  si rifugia a Vienna dove muore il 27 gennaio 1703. Con lui si estingue il ramo dei Gambacorta di Macchia.

Precedentemente, nel 1509, Francesco Gambacorta per via del matrimonio con Caterina della Ratta era entrato in possesso di Limatola (BN), Frasso(BN), Dugenta (BN)e Melizzano (BN) (ed altri feudi vicini), che la Famiglia Gambacorta possederà per i secoli XVI e XVII e, nel caso di Limatola fino al 1731, acquisendo dal re di Spagna  nel 1597, con Sciopione Gambacorta,  il titolo di Principe di Frasso e, nel 1628, con Gianandrea Gambacorta, quello di Duca di Limatola.

Altro nucleo importante di possedimenti in cui appare il nome dei Gambacorta, si ha, con i Feudi di Ardore (RC) e Melicuccà (RC), in Calabria.  Qui don Carlo Papalia Gambacorta, di origine messinese, Barone di Potamia acquista, il 9 maggio 1626,  la baronia di Ardore, di cui il figlio don Orazio I Gambacorta  diventa primo duca, il 24 gennaio 1649. Precedentemente, don Lorenzo Gambacorta dei duchi di Ardore, eredita la baronia di Melicuccà (di Seminara) e da lui discende con ogni probabilità  il ramo dei Gambacorta di Melicuccà. I Gambacorta di Ardore si estinguono con Orazio III Gambacorta 3° duca di Ardore, ricordato (a torto) per essere stato assassinato a causa della pratica dello "Ius primae noctis", il 21 ottobre 1680.

Questi sono i feudi del regno di Napoli nei quali i Gambacorta si radicano per lunghi periodi, lasciando significative tracce della propria presenza.   Ma come ogni importante famiglia nobile del Regno di Napoli, i membri di questo Casato, anche se per breve tempo,  entrano in possesso, per via di matrimonio o di acquisto, anche di altri feudi, in Sicilia, Lucania, Puglia e in altre regioni del Regno, dove però non lasciano tracce rilevanti del loro passaggio.  

(a cura di V. Di Cerbo)

(Testo provvisorio)


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