Approfondimenti

Altre Sezioni

Accesso utenti

Nome utente:

Password:


Cerca nel Sito

Contatore visite

SmartSection is developed by The SmartFactory (http://www.smartfactory.ca), a division of INBOX Solutions (http://inboxinternational.com)
Rubriche > CHIESE E CASTELLI nelle Terre dei Gambacorta > L’antica chiesa di S. Biagio a Limatola
L’antica chiesa di S. Biagio a Limatola
Articolo di Valentino Di Cerbo pubblicato il 3/10/2009 (3024 Letture)

 

L'attuale aspetto esterno e le cattive condizioni dell'interno, ulteriormente manomessi e compromessi nelle loro decorazioni originarie, lasciano ancora intuire l'eleganza della realizzazione rinascimentale. Restano comunque leggibili, pur bisognosi di restauro, due interessanti dipinti coevi alla fondazione dell'attuale edificio. L'uno, pertinente ad una grande macchina lignea da altare, collocata nel presbiterio e di cui restano ampi frammenti, è stato inopinatamente ridipinto di recente. Raffigurava, il passato è oramai d'obbligo, nella pala centrale una Madonna col Bambino e i Santi Biagio e Francesco, nella cimasa un "Compianto sul Cristo morto", affiancato da pannelli con angeli, nella predella la Lavanda dei piedi, l'Ultima Cena e Gesù nel Getsemani. Il dipinto sembrava potersi ricondurre all'ambito del tardorinscimento napoletano, degli anni 1540/50. L'altra opera, tardomanieristica (inizio sec. XVII) raffigura "Cristo fonte della Grazia e dei sacramenti e i 4 Dottori della Chiesa Latina" (da sinistra: S. Gregorio Magno Papa, S. Girolamo, S. Ambrogio, S. Agostino).

La chiesa, seguendo le notizie riportate dal canonico Varrone nel suo "Memorie istoriche di Limatola" (Napoli, 1795), è usualmente datata 1724, anno in cui il duca Francesco Gambacorta ne avrebbe curato la ricostruzione, nel luogo attuale, in sostituzione della più antica chiesa omonima esistente almeno dal 1113 nello spiazzetto ove oggi è una croce in ferro. La poca attendibilità del Varrone, già agli occhi dei suoi contemporanei (particolarmente duro è il giudizio espresso a riguardo dal Giustiniani nel 1797 nel suo "Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli"), e la constatazione che la chiesa risulta sempre visitata (Visite pastorali dei Vescovi di Caserta  dal 1648) e quindi agibile, anche negli anni prescritti dal Varrone per la costruzione, consentono di proporre, una datazione più verosimile per l'attuale costruzione.

                Senza voler escludere che l'antica parrocchiale, citata nella bolla di Senne, fosse nel luogo indicato dal Varrone (con l'orientazione est-ovest, archetipa per le chiese romaniche), l'edificio odierno è, più probabilmente, una realizzazione tardorinascimentale, esemplata, in scala ridotta ovviamente, sulla tipologia della chiesa controriformista ad aula unica con cappelle laterali, architettonicamente legata ai grandi prototipi manieristici napoletani. Peraltro, la collocazione a margine del quartiere del rione Terra, ancor oggi caratterizzato da isolati di edilizia privata rinascimentale, e i documentati interventi di restauro del castello, promossi dai Della Ratta-Gambacorta, nuovi duchi di Limatola, dal 1518, ne suggeriscono una datazione intorno al 1550-1560. Indiscutibilmente a favore di tale ipotesi sono la concomitante presenza di elementi stilisticamente coerenti quali il semplice portale rettangolare, l'oculo cieco in piperno aperto sulla parete di fondo del presbiterio quadrato e la nitida composizione spaziale, basata su moduli volumetricamente semplici (semisfera della cupola, cilindro del tamburo, cubo del presbiterio etc.) accostati armonicamente. Inoltre, una iscrizione incisa sul portale, di disagevole lettura e parzialmente deteriorata, segna la data MDIC (1599) forse a chiusura del cantiere. Il 1724, citato dal Varrone, attesterebbe, quindi, non la ricostruzione dell'edificio ma solo l'inizio dei lavori di barocchizzazione, conclusi a spese del nuovo duca Giovanni Mastellone nel 1734, come ricorda la lapide inserita nella facciata della chiesa.   

 

Pietro Di Lorenzo

               

 

(Cfr. Associazione culturale Ave Gratia Plena /Limatola - www.assoagp.altervista.org)


Naviga negli articoli
Precedente articolo La Chiesa di S. Eligio a Biancano I Castelli Caracciolo d'Aquara di Melizzano prossimo articolo

Come arrivare

Italia - Campania

In primo piano

Ricettività

Prodotti locali e ricettività turistica

Articoli recenti

Immagini

Dugenta. La processione della Madonna pellegrina (1954)

Links