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Rubriche > CHIESE E CASTELLI nelle Terre dei Gambacorta > Il palazzo Marotta di Dugenta
Il palazzo Marotta di Dugenta
Articolo di Valentino Di Cerbo pubblicato il 14/10/2009 (1328 Letture)

A Dugenta, presso il ponte sul fiume San Giorgio e di fronte al Castello angioino, sorge  sulla via Nazionale o Sannitica,  un bel palazzo settecentesco. Fu commissionato a Luigi Vanvitelli da Carlo III di Borbone, Re di Napoli e di Sicilia (1735-1759), che, durante la Guerra di successione polacca, quale comandante in capo delle armate spagnole, nella primavera del 1734 era passato per Dugenta, mentre si recava a Maddaloni per ricevere da una delegazione di nobili napoletani le chiavi della città e il libro dei privilegi (9 aprile 1734).

Il palazzo fu costruito in funzione della Reggia di Caserta, con il piano terra adibito all’allevamento  dei suini, e successivamente a scuderie, ed il secondo destinato ad abitazioni dei responsabili della struttura. L’edificio è sviluppato su tre lati di un ampio cortile, sul quale oggi si affacciano altri fabbricati di recente costruzione, e consta di un piano terra e di un primo piano, le cui aperture, parzialmente modificate da interventi recenti, sono decorate da una serie di timpani mistilinei racchiudenti una decorazione a stucco di pregevole fattura. Dal cortile, sul quale si aprono i locali di servizio del piano terra, una scala originariamente coperta con volte a crociera, conduce agli appartamenti del piano nobile, consistente in ampi vani coperti a volte. Dal cortile si accede anche a tre grotte di lunghezza variabile, che costruite contemporaneamente all’intero edificio, furono ricavate nel tufo sotto la direzione del Vanvitelli, al fine di ospitare l’allevamento di suini ad uso della Casa Reale.

Tali grotte che, durante l’ultimo conflitto mondiale,  costituirono un rifugio sicuro per la popolazione dugentese in occasione dei bombardamenti, in tempi più recenti sono state adibite a cantine e a stabilimenti vinicoli. A motivo dei numerosi passaggi di proprietà, questo edificio di notevole interesse urbanistico, ha subito diverse e gravi modifiche. Si spera che presto possa ritornare alla sua antica bellezza, quale elemento qualificante del tessuto urbano dugentese e importante monumento delle Terre dei Gambacorta.

 

(Testo provvisorio)


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