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Rubriche > I GAMBACORTA > Giulia Gambacorta e non solo
Giulia Gambacorta e non solo
Articolo di Valentino Di Cerbo pubblicato il 15/10/2009 (1241 Letture)

Giulia Gambacorta (1598-1663) rappresenta certamente una figura emblematica della presenza del suo Casato nel territorio che va dal Taburno al Volturno. La sua opera, religiosa e sociale ad un tempo, in favore della Terra di Frasso, e l’influenza che il suo lascito ha avuto nella storia anche di Dugenta e Melizzano, presentano tali aspetti di eccellenza  da far annoverare la Principessa tra i personaggi che maggiormente hanno promosso il nostro territorio e costituiscono tuttora un modello per ripensarne e rilanciarne il futuro. Tuttavia tale consapevolezza raggiunta negli ultimi 15 anni, soprattutto grazie all’impegno di Moifà, dell’Associazione Terra Fraxi e della  Fondazione Madonna di Campanile, non deve condurre a pensare che questa grande donna del 1500 sia quasi l’unico personaggio dell’illustre Casato, che abbia acquisito benemerenze nei confronti delle popolazioni insediate tra la catena del Taburno- Camposauro, il Calore e il Volturno. Tale conclusione potrebbe essere molto affrettata e motivata soltanto da scarse conoscenze storiche. Infatti, appena viene avviata qualche ricerca seria sulla presenza dei Gambacorta nel nostro territorio, si scoprono tanti personaggi che hanno avuto nel Regno di Napoli grande rilevanza politica e militare (attestata anche dal grande palazzo che essi possedevano in Piazza S. Domenico Maggiore,  nella capitale partenopea) ed hanno svolto un ruolo molto positivo nelle Terre di cui erano signori feudali, come Francesco (+1534) e Virginia Gambacorta (+1590 ca.) signori delle 4 Terre, Francesco II (+ 1660 ca.) e Francesco III (+ 1731) duchi di Limatola ed altri, che appaiono tutt’altro che personaggi di seconda fila. Ritengo, pertanto, che molto gioverebbero ricerche adeguate sul ruolo svolto dai Gambacorta nelle nostre Terre, al fine di conoscere di più il territorio, di comprenderne le potenzialità e di ripensarne il futuro. E’ un compito affidato a studiosi, a giovani volenterosi, alle Istituzioni ed a chiunque voglia servire il progetto Terre dei Gambacorta.


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