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Rubriche > I GAMBACORTA > “Terre dei Gambacorta”, perché?
“Terre dei Gambacorta”, perché?
Articolo di Le Terre Dei Gambacorta pubblicato il 21/8/2009 (1430 Letture)

I Comuni di Dugenta, Frasso Telesino, Limatola e Melizzano hanno una superficie complessiva di 73,89 Kmq e una popolazione di circa 11.000 abitanti e rappresentano un territorio superiore a quello del grande Comune di S. Agata dei Goti, con un numero di abitanti equivalente.

La debolezza di tale territorio è dovuta all’isolamento e alla divisione in cui le varie comunità sono vissute per molto tempo ed al fatto che la loro ridotta consistenza li ha portati, salvo rare eccezioni,  a contare sempre meno nelle stanze dei bottoni.

Eppure questo distretto rurale, che ha una dignità, una storia ed una bellezza per nulla inferiore a quella di altre realtà viciniori, per un lungo periodo ha rappresentato un’importante unità territoriale, di cui permangono profonde tracce a livello culturale, storico, antropologico, artistico ed economico.

Nel corso dei secoli esso è stato dominio di diverse ed importanti famiglie nobili napoletane, ma guardando alle tracce lasciate, riteniamo che nessuna, come quella dei Gambacorta, abbia impresso a questa vasta zona che va dal Taburno al Volturno, una impronta così forte. Infatti:

1. soltanto la Famiglia dei Gambacorta ha posseduto i quattro feudi per un periodo così lungo: per tutto il 1500 e per la gran parte del 1600, ma la sua influenza benefica si è protratta per buona parte del 1700 e oltre;

2. a differenza degli altri Casati che sono stati feudatari di singoli Comuni, nei quali hanno lasciato talora segni significativi del loro passaggio (gli Spinelli e i Dentice a Frasso, i Mastelloni, Carafa e i Canelli a Limatola, i Caracciolo a Melizzano….), soltanto questa famiglia ha dominato contemporaneamente tutto il territorio, lasciandovi monumenti ed istituzioni importanti (basti pensare al Castello e alle tante Chiese di Limatola, che hanno beneficiato del mecenatismo dei Duchi Gambacorta, all’importante azienda agricola della Masseria della Monache - oggi Torre Gaia - di Dugenta, alla Chiesa della Madonna di Campanile ed all’Istituto Gambacorta di Frasso, per non parlare delle istituzioni più rilevanti);

3. grazie alla Famiglia Gambacorta, soprattutto al ruolo che i Duchi di Limatola hanno spesso avuto a Corte e nelle vicende militari del Regno, e alla grande opera di carità della principessa Giulia Gambacorta, che da sola riscatta il modesto profilo della gestione del Feudo da parte dei Principi di Frasso,  il territorio, tradizionalmente escluso dalle grandi vie di comunicazione e dalle vicende storiche dello Stato Napoletano, viene liberato dal proprio isolamento ed entra in un circolo virtuoso (infatti, in questo periodo molti importanti artisti operano nel  territorio, lasciando importanti tracce, e la presenza dei Gambacorta apre queste Terre a contatti nuovi e significativi e a prospettive promettenti);

4. in particolare, nel 1600, e soprattutto in occasione della rivolta di Masaniello, ad opera dei Gambacorta si stabilisce all’interno del territorio una forte collaborazione, che travalicherà positivamente le singole vicende.

Terre dei Gambacorta, perché? Siamo conviti che il riferimento al periodo storico nel quale i Gambacorta hanno governato le Comunità di Dugenta, Frasso, Limatola e Melizzano possa offrire spunti preziosi per ripensare l’unità di questo nostro distretto, riscoprirne l’unità e le potenzialità  ed aprirlo a importanti prospettive future.

 

 

Valentino Di Cerbo

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