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Terre dei Gambacorta, verso il futuro
Articolo di Valentino Di Cerbo pubblicato il 16/11/2009 (1500 Letture)

Dopo un lungo itinerario di preparazione, l’Associazione Terre dei Gambacorta sta prendendo il largo. Lo attestano i recenti passaggi fondativi, la nomina del presidente, nella persona del prof. Antonio Gisondi, e del Direttivo, le prime lodevoli iniziative editoriali ed un fervore di idee e di progetti che sta prendendo corpo, delineando sempre più l’identità e gli obiettivi della “cosa” che si vuole costruire all’interno del territorio dei Comuni di Dugenta, Frasso Telesino, Limatola e Melizzano. Un distretto, questo,  che difficoltà di comunicazione e vicende storiche hanno smembrato, aggregandone le diverse componenti,  di volta in volta, a realtà più “importanti” e in molti casi impoverendolo, ma che nel nome dei Gambacorta da qualche anno tenta di recuperare la propria identità.

Divise tra più diocesi, tra due collegi elettorali provinciali,  tra varie direzioni scolastiche…, talora messe in ombra da importanti comuni confinanti, come Sant’Agata dei Goti e Solopaca, di cui spesso si sono percepite come appendici trascurabili, le Comunità di Dugenta, Frasso, Limatola e Melizzano, antiche Terre dei Gambacorta, ad una semplice indagine storica, antropologica e culturale rivelano, invece, una grande unità, ricchezze singolari e sconosciute e significative promesse di futuro. Scoprirle, valorizzarle e farne un volano per il rilancio dell’intero territorio: ecco lo scopo dell’Associazione!

Tale felice intuizione e l’individuazione delle potenzialità del territorio, tuttavia, non bastano da sole a far decollare tale realtà, che necessita di alcune scelte, da perseguire con pazienza, prudenza e determinazione e non soltanto da parte dell’Associazione.

Occorre innanzitutto mettere in cantiere solidi strumenti di indagine storica, sociologica e culturale, che permettano al territorio di autocomprendersi e di meglio autodefinirsi: mancano, infatti, studi approfonditi per conoscere e collegare le vicende dei quattro comuni, i rispettivi patrimoni religiosi, artistici, archeologici, ambientali, i potenziali economici e le risorse umane…. Tale compito, che va affidato agli studiosi, è necessario per fissare un quadro di riferimento chiaro, capace di far percepire il distretto della Terre dei Gambacorta come una realtà dai contorni definiti.

Contestualmente, è necessario che quanto sognato ed elaborato dai membri dell’Associazione e dagli esperti, possa tracimare nel territorio e diventare fatto abitualmente percepito dagli attuali abitanti e dalle istituzioni del territorio.

Urge, pertanto, che l’Associazione continui ad essere presente sulla stampa provinciale e regionale e, soprattutto, venga a dotarsi di strumenti di comunicazione propri, quali ad es. un foglio di collegamento, un sito internet, ecc… , capaci di tenere vivo il progetto delle Terre dei Gambacorta e di informare continuamente il territorio, o almeno un discreto numero di referenti scelti, delle attività associative, del dibattito in corso, delle varie iniziative che vengono man mano organizzandosi nei quattro Comuni,  per suscitare interesse, riflessioni, consensi, collaborazioni…

Ritengo, tuttavia, che l’Associazione debba stimolare altri soggetti a  promuovere la consapevolezza dell’unità del territorio, con appropriate iniziative e progetti. Innanzitutto le Amministrazioni locali, chiamate a pensare le rispettive realtà nella prospettiva  del territorio delle Terre dei Gambacorta. Ad es., visto il decremento della popolazione scolastica, perché non impegnarsi a concentrare in uno o due istituti comprensivi la popolazione scolastica delle Terre dei Gambacorta? Perché non trovare spazi culturali adeguati per superare la dispersione degli studenti delle Superiori in vari Istituti della Provincia? Perché non formulare nella medesima prospettiva progetti per lo sviluppo del territorio e  per i servizi?

Ma anche gli Istituti scolastici possono diventare protagonisti del Progetto Terre dei Gambacorta, promuovendo con opportune iniziative la conoscenza del territorio, lo scambio di informazioni, la programmazione di momenti comuni di studio, di amicizia e di incontro, la celebrazione di eventi e di feste civili, quasi inesistenti nei nostri Comuni.

Per rendere popolare l’idea delle Terre dei Gambacorta, un ruolo importante andrebbe svolto dalle Associazioni, Pro-loco in testa, presenti sul territorio. Pensate quale effetto benefico avrebbe sui giovani (e non solo) l’organizzazione di un torneo di calcio, di un giro ciclistico, di una maratona, di una rassegna teatrale, di un pellegrinaggio…  delle Terre di Gambacorta? E, dal momento che in alcuni dei nostri paesi, da alcuni anni si fanno delle belle manifestazioni in occasione del carnevale, perché non pensare ad un Carnevale delle Terre dei Gambacorta con sfilata dei carri “da Prata al Volturno”?

La bellissima esperienza degli incontri liturgici tra la Parrocchia dei santi Pietro e Paolo di Melizzano e la Comunità della Chiesa di Campanile di Frasso, con la presenza dei rispettivi Sindaci e delle Autorità religiose, ci ha fatto scoprire il grande potenziale di aggregazione e di promozione del territorio racchiuso nelle comunità cristiane. Si spera che tali iniziative si estendano agli altri paesi e che i cristiani si sentano in prima linea nel superamento dell’isolamento delle nostre comunità, nella crescita del territorio e nella promozione delle Terre dei Gambacorta.

Da alcuni anni, nei nostri Comuni stiamo scoprendo l’importanza di conoscere “l’altra metà dell’album” - cioè la memoria, i valori e le speranze che i numerosissimi emigrati, lasciando i nostri paesi, hanno portato con sé in Regioni o Nazioni lontane - per capirci e progettare il futuro delle nostre Comunità. Perché non incrementare tali contatti e coinvolgere nella costruzione del Progetto delle Terre dei Gambacorta i nostri compaesani non più residenti, promuovendo con essi incontri anche fuori del nostro territorio?

Tale quadro di riferimento potrebbe giovare anche alla messa in rete delle tante piccole iniziative imprenditoriali che, grazie a Dio, stanno spuntando qua e là nel territorio dei 4 Comuni intorno alla valorizzazione di prodotti tradizionali come il vino, l’olio, il formaggio, il miele… per incrementarne la qualità e aprirle ad un mercato più ampio, con importanti ricadute sull’economia delle Terre dei Gambacorta.

Forse sto sognando troppo e sto andando col pensiero molto lontano… Ma soltanto chi pensa e sogna migliora la storia. Io ci ho provato, senza alcuna pretesa, ma con la certezza che quanto ho qui familiarmente esposto potrebbe rappresentare una grande opportunità per il nostro territorio.

V. Di Cerbo

(Da Moifà 53, luglio 2008, p.1-2)


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