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Alle origini delle "Terre dei Gambacorta"
Articolo di Valentino Di Cerbo pubblicato il 18/11/2009 (1439 Letture)

Intervento di don Valentino Di Cerbo nell'incontro in preparazione alle celebrazioni del Cinquantenario dell'autonomia comunale di Dugenta, che ha avuto luogo  presso la Casa Comunale il 7 febbraio 2004.

Quest’incontro rappresenta una tappa importante di un percorso di riflessioni, che da qualche tempo sto portando avanti con alcuni amici e soprattutto con il prof. Antonio Gisondi, con il quale mi sono fatto promotore di quest’iniziativa che, annunciata in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria di Dugenta al prof. Robert Viscusi, ha trovato l’accoglienza ed il sostegno del dott. Miguel Viscusi, Sindaco di Dugenta.

Scopo di quest’incontro è quello di comunicare la sintesi di tali riflessioni, oltre che ai primi cittadini dei Comuni di Melizzano, Dugenta Limatola e Frasso o ai loro rappresentanti, anche a persone interessate alla storia, alla cultura ed alla crescita di tali Comunità per ipotizzare un lavoro comune teso alla riscoperta del passato, alla migliore conoscenza del presente e alla formulazione di progetti per un futuro più integrato (almeno culturalmente) delle nostre Comunità. 

 

 

Alcune premesse

 

1.               Da secoli, Comunità come Dugenta, Frasso, Limatola e Melizzano, presenti su un territorio che, quasi a forma di cono, si estende dalla Piana di Prata al fiume Calore, vuoi per la vicinanza geografica, vuoi per eventi storici, vuoi per motivi economici, politici, religiosi e culturali, vivono in stretto rapporto tra loro. Tali connessioni tra le diverse Comunità non sono della medesima intensità, ma in nessun caso se ne può negare l’esistenza. Esse rappresentano, comunque, un potenziale enorme, anche se pochissimo considerato.

2.               Manca nelle nostre Comunità la consapevolezza lucida di tale rete di rapporti e del patrimonio di valori e di risorse in esse racchiusi, come pure delle enormi possibilità   che ne potrebbero scaturire al fine di un diverso sviluppo del territorio.

3.               Anche in Comunità attente al proprio patrimonio storico-culturale ed alle relative risorse, tale attenzione raramente si apre ad altre realtà viciniori, ché anzi spesso il senso d’appartenenza ad una Comunità e il desiderio di valorizzarne le ricchezze è vissuto (soprattutto dagli adulti) quasi in contrapposizione con le altre, pur tanto simili e vicine.

4.               E’ a tutti chiaro che, in tempo di globalizzazione, pensare la propria Comunità in termini campanilistici, non ha futuro e che urge pensare a forme di scambi e di integrazione, capaci di costruire realtà più ricche e complesse, che non annullino le individualità, ma le valorizzino.

5.               Appare quindi sempre più necessario conoscersi, dialogare e collaborare. Personalmente sono convinto che da qui passa la strada del futuro delle nostre Comunità e del nostro territorio.

 

Finalità di questo gruppo

 

Le premesse appena enunciate fanno intravedere obiettivi importanti, che richiedono l’impegno degli esperti e delle Istituzioni e che esulano dalle possibilità di questo gruppo (parlo di studi approfonditi su gli aspetti antropologici, economici, culturali e religiosi del territorio, le sue risorse e le sue prospettive future, e di inevitabili decisioni politiche), ma ritengo che il raggiungimento di tali obiettivi e di tali interventi (maggiori) non sia possibile senza un’azione di tipo culturale, che promuova conoscenze, scambi e piccole iniziative che fanno sperimentare il valore e l’utilità di pensare ed operare insieme.

Si tratta cioè di realizzare una piattaforma culturale che, gradualmente, crei il terreno adatto ad ulteriori e più importanti sviluppi. Si tratta di un cammino lento che non può esaurirsi in alcune iniziative e che comporta Pasque, ma anche Quaresime. Questo m’insegna l’esperienza realizzata a Frasso, intorno al Giornale Moifà ed all’Associazione Terra Fraxi.  Moifà ha raggiunto il 10° anni di vita e intorno all’Associazione Terra Fraxi sono sorte tante cose, ma ritengo che i passaggi da noi compiuti per ottenere qualche risultato non siano baipassabili. 

 

Indicazioni generali e operative

 a)         Il prof. Gisondi ha avuto modo di venire a conoscenza di un’analoga iniziativa realizzato in Lombardia. Lo pregherei di comunicarci le notizie di cui è in possesso, al fine di farci meglio comprendere quali esiti importanti potrebbe avere la proposta che stiamo esaminando.

b)        Successivamente, vorrei sottoporre alla vostra attenzione alcune iniziative concrete, che potrebbero costituire un inizio del progetto appena illustrato. 

 

Obiettivi prossimi

 Guardando all’obiettivo finale e senza perderlo mai di vista, ritengo che sia utile impegnarci in alcune iniziative immediate che ci aiutino a scoprire ciò che lega le nostre comunità e avvia il nostro lavoro comune, offrendoci anche qualche prima opportuna gratificazione.

 

Mi permetto di formulare alcune ipotesi di lavoro, che ovviamente attendono di essere completate dagli interventi e dall’esperienza dei presenti.

 1.     Ritengo sia necessario offrire un primo segno concreto degli elementi che uniscono ed arricchiscono i nostri Comuni. Questo segno potrebbe essere fornito da un dépliant (turistico) che metta insieme storia, monumenti, attività commerciali… del Territorio che va da Prata al Calore (e che potrebbe essere individuato anche da altri elementi di carattere geografico o storico, come ad es.: “Le Terre dei Gambacorta e dei Caracciolo”). Tale depliant potrebbe essere diffuso tramite EPT o altre organizzazioni.

2.     Altra iniziativa che aiuterebbe a scoprire a tutti le radici delle singole Comunità, sarebbe la realizzazione di un piccolo “Dizionario biografico” dei personaggi che nel Novecento (per il momento) hanno costituito i punti di riferimento di ogni Comunità (persone significative nel campo della politica e della cultura, maestri, sacerdoti, persone carismatiche…).

3.     La scoperta dell’identità di un territorio, come c’insegna Robert Viscusi, non può prescindere nelle nostre zone, dall’altra metà dell’album, cioè da quanti nel Novecento (in alcuni Comuni rappresentano più del 50%) sono emigrati. Anche al fine di iniziare a ricostruire l’anagrafe degli emigrati, sull’onda del successo ottenuto da analoghe iniziative dall’Associazione culturale Terra Fraxi, sarebbe opportuno promuovere un primo incontro comune dei Dugentesi, Limatolesi, Melizzanesi e Frassesi, residenti in qualche grande città italiana (Roma, Milano, Torino…).

4.     A Frasso, tutto si è mosso intorno a Moifà, ma ritengo che sia prematuro pensare ad un giornale che abbracci il territorio che stiamo prendendo in considerazione, anche perché ciò che immediatamente attira è la notizia locale, che interessa chi è nato in un determinato Comune e la consapevolezza di far parte di contesto più ampio è ancora troppo debole.  Senza escludere iniziative simili nei singoli Comuni, penso che sia possibile, da subito ospitare su Moifà alcune pagine relative agli altri Comuni del territorio (inizialmente per farli conoscere ai Frassesi).


PROPOSTE PER IL  50° DEL COMUNE DI DUGENTA

 

1.     Una serie di interviste o un inserto  per il 50° (a cominciare da Luglio 2005) su Moifa’.

2.      Preparare un numero speciale per il 50°/ Una storia di Dugenta?

3.     Recuperare gli indirizzi dei Dugentesi non residenti.

4.     Tramite internet, raccogliere i nomi degli emigrati dugentesi in USA, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900.

5.   Promuovere un paio d’incontri in città italiane, dove risiede il maggior numero di Dugentesi.


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